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      Passaggio a mirrorless con Canon EOS R

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      Ebbene si, ho preso il coraggio a due mani e ho deciso di effettuare il passaggio a mirrorless con la nuova Canon EOS R. Ammetto che è stata una decisione molto combattuta, e che già in passato ero stato solleticato da questa nuova tecnologia.

      Non è che fossi scontento del sistema reflex. Tutt’altro. La mia 5D Mark III mi dava ancora tante soddisfazioni, e le ottiche fisse della serie L di Canon sono davvero eccellenti. Ma l’idea di cambiare modo di lavorare, dopo anni, un po’ mi preoccupava. Ormai conoscevo a menadito la mia 5D, e riuscivo a impostare qualunque funzione molto rapidamente, senza nemmeno guardare.

      Inizialmente ho preso in considerazione il sistema di Sony, che è davvero ottimo e completo, ma con cui non ho raggiunto il feeling che invece ho con Canon. Inoltre, da non sottovalutare, il passaggio a Sony mi avrebbe richiesto un esborso non indifferente. Ero quindi ormai quasi deciso a rimandare il passaggio a mirrorless e aggiornare il mio corredo con la 5D Mark IV, quando Canon mi ha preceduto. Ha annunciato la EOS R.

      L’ho provata, e me ne sono innamorato.

      In questo articolo non voglio fare una recensione della EOS R, ma descriverò le mie impressioni dopo un mese circa di utilizzo.

       

      DOPO IL PASSAGGIO A MIRRORLESS

      Anche se le nuove ottiche RF promettono prestazioni strepitose col nuovo attacco Canon, per il momento ho deciso di tenere tutte le mie EF, sfruttando l’adattatore presente nella confezione.

      L’adattatore è di ottima fattura, e si è dimostrato del tutto trasparente. Non ha compromesso l’ergonomia del sistema, senza aumentarne troppo le dimensioni e la maneggevolezza.

      Impugnare la EOS R è davvero un piacere. Nonostante le dimensioni ridotte, infatti, la presa è davvero comoda e sicura. L’indice trova quasi automaticamente il pulsante di scatto. Il pollice trova posto nella parte posteriore del corpo macchina, dove può muoversi liberamente alla ricerca dei vari pulsanti per regolare le singole impostazioni.

      Ed è a questo punto che mi blocco. Canon mi ha tolto la ghiera girevole e il mini joystick! Praticamente le due funzioni che uso di più per scegliere il punto di messa a fuoco. Decido di terminare di leggere tutto il manuale utente, prima di farmi prendere dallo sconforto. Scopro così che ogni pulsante, e ogni ghiera di questa fotocamera possono essere completamente personalizzati. Ma scopro soprattutto che il punto di messa a fuoco può essere impostato facendo scorrere un dito (nel mio caso il pollice) sul display LCD, senza staccare l’occhio dal mirino. Fantastico.

      Il display LCD touchscreen è snodato. Ho passato più di mezz’ora a scattare fotografie disponendo la fotocamera nelle posizioni più strane, senza riuscire a trovarne una che mi impedisse di vedere il display. 

      Il fatto poi che grazie al touchscreen è possibile navigare tra i menu e regolare tutti i parametri di scatto, mi ha fatto dimenticare la mancanza della ghiera.

      Il menu è identico a quello della mia 5D Mark III, così mi sono sentito subito a mio agio nell’impostazione dei vari settaggi.

      Sul dorso noto la presenza di una nuova barra orizzontale. Corro a leggere il manuale per capire a cosa serve e come si usa. Fantastico. Anche questa è completamente personalizzabile, e può svolgere 3 funzioni, in base a come la si tocca. Imposto lo scorrimento del dito per la regolazione dell’ingrandimento della zona di messa a fuoco, e il tocco a destra o a sinistra per riportare alcuni parametri su AUTO.

      Ora sono pronto per scattare.

      La prima sorpresa è data dal mirino elettronico, che non fa rimpiangere quello ottico. Certo, l’impatto è forte, ma la sua qualità è davvero notevole, anche con luce scarsa.

      Una volta tolto il tappo dall’innesto delle ottiche, noto la presenza di una tendina che protegge il sensore. Questa è una piccola chicca davvero molto gradita di Canon. La tendina si chiude ogni volta che si spegne la fotocamera, e si apre non appena la si riaccende. Niente male davvero.

      Innesto l’adattatore e il mio EF 85mm f/1.4. La messa a fuoco è fulminea, e il mirino elettronico non fa per nulla rimpiangere quello della 5D. Tra i vari settaggi dell’autofocus, trovo interessante quello a rilevamento dei volti con inseguimento. Il sistema è preciso, ed è abbastanza efficace finché il soggetto non si muove troppo velocemente. In questo caso è meglio scegliere l’AI Servo, che è riuscito a tenere a fuoco per oltre 20 scatti la mia piccola Silvia che correva per casa. Intendiamoci, non è una fotocamera per chi si occupa di fotografia sportiva. Ma per la fotografia di matrimonio, svolge egregiamente il suo lavoro.

      Abituato a scattare con due schede di memoria, rimango dapprima deluso per la presenza di un solo slot per schede SD. Accidenti, non ho più il backup in macchina. E se si guasta un scheda? Beh, il rischio non è remoto, e questa mancanza mi ha un po’ spiazzato. Per fortuna Canon ha implementato un modulo WiFi, funzionante anche a fotocamera spenta, che permette il trasferimento delle foto a un PC, uno smartphone o sul cloud già mentre si scatta, o se si preferisce anche successivamente. Beh dai, mamma Canon si è salvata in corner.

      Ed è davvero stupefacente vedere apparire le proprie foto sullo schermo del mio iPhone quasi in tempo reale.

      Spengo tutte le luci, e al buio completo la fotocamera mette a fuoco! Davvero impressionante. Pregevole poi lo scatto silenzioso. E per silenzioso intendo proprio senza nessun minimo rumore, e non come lo scatto silenzioso della 5D, che era solo attenuato. Saranno contenti i sacerdoti!

      Canon ha ridotto le dimensioni del pannello LCD superiore per far posto al pulsante di selezione della modalità di scatto, che è concentrico alla ghiera di controllo posteriore.

      E proprio a proposito delle modalità di scatto, una menzione particolare va fatta alla nuova modalità FV. Questa modalità unisce le varie Av, Tv, M o P, a seconda della scelta di quale parametro di scatto debba essere mantenuto automatico, e quale impostato manualmente. 

      E devo ammettere che è ormai la mia impostazione predefinita, insieme alla M.

      Sia inteso, che solitamente scatto a 1600 ISO, e difficilmente arrivo a 3200. Ho comunque però voluto provare a fare qualche scatto a velocità ISO improponibili, giusto per vedere come si comportava questa fotocamera. E sono davvero rimasto colpito dei progressi fatti, realizzando uno scatto a 40000 ISO, che non presentava grana troppo invadente. 

      Devo ancora prendere dimestichezza con questa fotocamera, però devo dire che già la adoro. Il passaggio a mirrorless non è stato assolutamente traumatico come temevo. Un corpo macchina praticamente perfetto, l’integrazione con le mie ottiche, e le innumerevoli personalizzazioni possibili, permettono di essere completamente operativi fin da subito.

      Difetti? Il sensore non stabilizzato, che però è stato sostituito con un sistema ibrido di giroscopi nel corpo macchina. Il singolo slot per SD. Lo scatto silenzioso non disponibile con la raffica. Maggior precisione del tracciamento dei volti con movimenti più rapidi. Chissà, magari alcune cose saranno già migliorate col prossimo aggiornamento del firmware.

      Migliorabile la batteria, identica a quella della 5D, che dura per circa 400 scatti. Lontani dai 700 della Sony, sicuramente. Beh questo problema è stato subito risolto acquistando altre due batterie di scorta.

      Di seguito pubblico alcuni scatti di esempio.

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