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La fotografia, per me

I

Il mio ingresso nel mondo della fotografia è piuttosto anomalo, rispetto alle storie che si leggono nelle biografie di altri fotografi.

Potrei dire che non sono stato io a cercare la fotografia, ma è stata la fotografia a trovare me.

Non sono figlio d’arte, quindi non ho vissuto la mia infanzia tra liquidi di sviluppo, pellicole e reflex. Né tantomeno avevo mai dato prova di talento per qualunque tipo di arte, come potrebbero testimoniare i professori che hanno provato a far nascere in me  l’interesse per questo tipo di attività.  Inoltre, la fotocamera di famiglia non mi veniva mai affidata, perché ero considerato sempre troppo piccolo per maneggiare un oggetto tanto prezioso.matrimonio-daniela-diego-manerbio-villa-fenaroli

 

Non ne sono mai stato attratto, e quindi la cosa non mi turbava. Di certo mi emozionava di più l’ingresso trionfale di mio padre che teneva in mano la busta del fotografo.
Allora ci si riuniva attorno al tavolo, facendo passare le foto di mano in mano, commentando quell’espressione buffa, o quel momento felice, una pettinatura scompigliata da una folata di vento, o quell’abito che non ci piaceva come ci stava.
Ecco, della fotografia mi piaceva il sapore del ricordo che veniva rivissuto, con tutte le sue sfumature; ma l’idea di scattare  una foto, non mi ha mai nemmeno sfiorato.

Ma, come dicevo, la fotografia ha trovato me.

È successo quando è nato il mio primo figlio Davide, nel 2003, che ho deciso di acquistare la mia prima reflex: una Canon EOS 300V.
Io non ancora non lo sapevo, ma quel prezioso pacchettino che tenevo con fierezza tra le mani, avrebbe scombussolato la mia vita.

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Ho così iniziato a lavorare per un po’ nel campo della moda e della pubblicità, ma sentivo che mi mancava qualcosa, pur non riuscendo a percepire di cosa si trattasse, finché non ho fotografato il mio primo matrimonio. Allora ho capito.

Sul set è tutto perfetto: la modella, il trucco, l’abbigliamento, la location, le luci. Tutto viene preparato minuziosamente per trasmettere il messaggio che ci è stato commissionato, e quindi ogni scatto è frutto di una accurata regia, che pianifica ogni minimo dettaglio minuziosamente. Non denigro questo genere di fotografia, anzi, tutt’altro. Mi ha permesso di imparare a gestire e sfruttare la luce in maniera ottimale, e a relazionarmi con gli altri.

Ma mi mancavano le emozioni.

I matrimoni sono tutt’altra cosa. Sono pieni di vita vera, vissuta in tempo reale, senza nessun copione.
In un matrimonio ci sono emozioni vere, lacrime, tensione. Può capitare una bellissima giornata di sole, come anche una piovosa. Ci può essere il vestito sgualcito, o il trucco colato, una mamma appartata che allatta il suo bimbo, una sposa che ti accoglie coi bigodini e la vestaglia, ma nulla di tutto questo è fuori luogo, perché fa parte di voi.matrimonio-villa-corte-peron-marmirolo-foto-dei-gruppi-senza-pose

 

In un matrimonio c’è vita.

Niente pose forzate, rigide e innaturali, dove ogni movimento viene guidato dal fotografo, o le tanto scontate foto di gruppo con invitati ingessati nel disagio di una posa costruita. La fotografia deve far rivivere momenti vissuti, emozioni, sentimenti. Deve raccontare di abbracci, lacrime, sorrisi, amore, rapporti umani. La fotografia, per me, deve raccontare la vostra storia, l’affetto reciproco che provate con le persone che vi hanno raggiunto per festeggiare il vostro matrimonio, l’amore in uno sguardo fugace colto quasi per caso, quando pensavate di non essere notati.

Questa sensibilità si acquisisce vivendo con voi le vostre stesse emozioni, perché per trasmettere un’emozione, bisogna innanzitutto saperla vivere.
Mi vedrete piangere durante le promesse, fare il matto o ridere e scherzare coi vostri amici. Vedrete i miei occhi lucidi, quando verrò a salutarvi per andare via. Ma saranno tutte emozioni che vivrò realmente, e che terrò nel cuore per sempre.

Se i miei insegnati vedessero l’uomo che sono diventato, stenterebbero a riconoscermi. Mi sono appassionato all’arte, specialmente alla pittura, che studio per cercare di assimilare la sensibilità degli artisti che in fondo, ammettiamolo, hanno inventato la fotografia.

Il vostro matrimonio non sarà più un evento passato, che ricorderete a sprazzi con nostalgia, ma sarete sempre in grado di riviverlo quando vorrete, come fosse oggi.

Voglio che ognuno possa riunirsi coi propri cari attorno a un tavolo, guardare le foto, e poter rivivere quei momenti, riassaporando il sapore di emozioni tanto intense nel riviverli.

La fotografia, per me, è amore per ciò che sono,
amore per ciò che faccio

amore per chi lo faccio.

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