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La mia intervista per Canon Italia

Q

Quel pomeriggio mi sarei aspettato davvero di tutto, visto che era trascorso tra una serie di avvenimenti davvero divertenti e insoliti, ma mai avrei immaginato di ricevere una telefonata tanto importante per me, che mi avrebbe letteralmente lasciato senza parole.

A chi non è addetto ai lavori, la rivista ImageMag (http://www.imagemag.it) potrebbe risultare sconosciuta, ma credetemi, per i fotografi è davvero un riferimento. Posso garantirvi che ho inizialmente pensato a uno scherzo quando la voce al telefono si è presentata come Mosè Franchi, nientepopodimeno che il direttore della rivista.

Man mano che mi spiegava con la sua voce rassicurante, che voleva intervistarmi per la rivista per conto di Canon Italia (http://www.canon.it), perché era rimasto colpito dalle mie foto, viste per caso su internet, la mia emozione aumentava, fino a farmi commuovere.

Abbiamo iniziato a chiacchierare dapprima del più e del meno per un’oretta, prima di addentrarci in domande specifiche sul mio lavoro.

Ma bando alle ciance, vi lascio alla lettura della mia intervista per Canon Italia.
Potrete leggere l’articolo originale.



Passione matrimonio

di Mosè Franchi

Facebook è colpevole per la seconda volta, ma noi lo assolviamo con formula piena: almeno fino a quando ci fa conoscere fotografi come Francesco Bonarrigo, interprete autoriale di matrimoni. Ci sono piaciute le sue immagini? Certo, ci mancherebbe; anche se poi le fotografie vanno viste e non descritte. Dopo la chiacchierata telefonica, ciò che ci ha colpito è il “Francesco uomo” o, se volete, “fotografo”: anche perché, per lui, crediamo che le cose vadano di pari passo. Il nostro mette passione in tutte le cose che fa, questo è il punto; oltretutto vive d’emozione e cerca di tradurla con lo scatto. Non solo, Francesco si forma in continuazione; avendo cominciato a farlo sin da quando era semplice hobbista.
Formazione (e informazione, attenzione!), passione ed emozione vanno a costituire una miscela esplosiva che è difficile frenare; lo si può intuire dalle immagini, dove tutto è topico, necessario, evocativo. C’è poi da parlare delle parti accessorie, che forse diventano sostanziali. Francesco ci parla della famiglia (la sua) ringraziandola per il supporto e la fiducia. Questa è coerenza, perché vuol dire essere schierati a fondo: stando dalla parte di chi si promette un’esistenza di coppia eterna, al di là del bene o del male.
Le fotografie? Belle, forse ancor di più: significative, potremmo dire. In esse c’è quanto serve: sorrisi, festa, pose, bellezza, momento; ma anche quell’istante che galleggia, fermandosi, arrivando poi a compimento nel ritmo del ricordo, del pensiero venturo. E’ un rilancio al domani, la fotografia di Francesco; tanto forte che forse neanche lui riesce a spiegarlo. Rappresenta un pugno di farina lanciato controluce: parte cade subito, il resto rimane lì; fatto per passarci in mezzo. Se la storia siamo noi, nella nostra è bello tornarci. Quegli sposi, quelli di Francesco, lo potranno fare spesso. Passeranno in mezzo a quella farina che ancora galleggia e che si chiama emozione. Il resto sarà vita, smussata negli angoli come solo il tempo sa fare.

Grazie a Francesco Bonarrigo per il tempo e le immagini che ci ha voluto dedicare.

Intervista per Canon Italia - Foto 1

D] Francesco, quando hai iniziato a fotografare? E perché?
R] Da professionista, nel 2011. Prima era solo una passione: come per molti, credo; continuavo a seguire corsi e a scattare immagini di famiglia. Mi dicevano che ero bravo, chiamandomi addirittura per qualche lavoro. E’ nata da lì l’idea di fare della fotografia una professione.

Intervista per Canon Italia - Foto 2

D] La passione è stata importante?
R] Fondamentale, direi. Le difficoltà da superare sono parecchie e la motivazione diventa necessaria. Tieni poi conto che da lì è partito tutto, grazie anche al supporto della mia famiglia (indispensabile anch’esso). Io poi vivo di spinta emotiva: quando desidero una cosa, mi ci butto anima e corpo. Alla fine, ci ho creduto; dedicando alla fotografia energie e investimenti.

D] Hai investito molto?
R] Difficile dire quanto io abbia investito. Di sicuro di tempo ne ho dedicato parecchio, togliendolo a me stesso e alla mia famiglia. Ti capita di voler migliorare in ambiti che non vengono neanche richiesti; questo solo perché tu lo ritieni necessario. E poi l’attrezzatura costa, ed anche i corsi che vuoi frequentare. Molti affrontano la professione senza un minimo di preparazione, dopo tutto crolla.

D] Sento che hai curato molto la tua formazione …
R] Ho frequentato workshop, tenuti da fotografi affermati; questo quando non ero ancora professionista. Ricordo che mi piaceva la moda, l’idea di quell’ambiente; e poi la pubblicità, le modelle. Leggevo tanto e in più mi sono iscritto a delle associazioni, perché credevo (e lo faccio tuttora) nel confronto con gli altri. Col passare del tempo, i miei desideri si sono spostati altrove: ho iniziato a vedere il mondo della moda come freddo, nonostante tutti i suoi lustrini. Mi sono buttato nei matrimoni e lì ho trovato qualcosa in più; è come se avessi fatto un salto. Riuscivo a gestire la coppia, a vederne e intuirne i momenti importanti. C’era dell’altro oltre al click: qualcosa che andava oltre. Se non altro ero in grado di comprendere le ragioni per le quali un altro fotografo produceva risultati migliori dei miei. Insomma, la via era tracciata.

Intervista per Canon Italia - Foto 3

D] Hai dedicato al matrimonio una formazione specifica, quindi …
R] Certo, continuando un trend di studio che partiva da lontano. I corsi che seguivo erano quelli organizzati da ANFM (Associazione Nazionale Fotografi di Matrimonio). Loro mi offrivano del materiale per studiare, affiancandomi per un anno con un tutor. La mia motivazione saliva ed io non perdevo un corso. Tieni conto che non mi fermo mai: se un collega mi chiama, vado; soprattutto se credo che da lui potrò imparare qualcosa.

D] Hai avuto degli elementi ispiratori?
R] Tanti. Per iniziare, devo moltissimo ai fotografi locali, a coloro cioè che mi hanno avviato alla professione; mi sto riferendo a Piero Beghi (il mio primo insegnante) e Cristian Filippini. Se poi vogliamo parlare unicamente d’ispirazione, direi Flavio Bandiera e Daniele Vertelli: sono loro i modelli che vorrei raggiungere. Ovviamente mi sto dimenticando qualcuno, anche perché tendo a confrontarmi sempre: il che mi porta ad avere tanti fotografi ai quali fare riferimento.

Intervista per Canon Italia - Foto 4

D] Leggi molto?
R] Leggo tantissimo: riviste del settore e non solo. Non mi faccio mancare niente. Tutto aiuta: un messaggio generico può sbloccare la mente.

D] Fotograficamente, come ti definiresti?
R] Matrimonialista, con decisione.

D] Qual è la qualità più importante che un fotografo come te deve possedere?
R] Trovarsi al posto giusto nel momento più idoneo. Mi sto ovviamente riferendo alla giornata degli sposi, dove quest’ultimi hanno preparato tutto, con cura, fino all’ultimo dettaglio. Per loro tutto è importante, ogni momento: che è quello che il fotografo deve raccontare.

Intervista per Canon Italia - Foto 5

D] C’è, tra le tue, una fotografia alla quale sei particolarmente affezionato?
R] Una in particolare, no. Vedi, io faccio tutto per emozione; se mi metto a spiegare agli sposi ciò che voglio fare, mi viene da piangere. Le mie immagini non nascono per caso, coincidono piuttosto con i momenti carichi di emotività. Capita che alcune coppie siano come me, caratterialmente intendo; con loro spesso nasce un’amicizia e ci vediamo anche dopo in grande giorno, se pure solo per un caffè.

Intervista per Canon Italia - Foto 6

D] Bianco e nero o colore?
R] Io preferisco il colore, anche se ovviamente non disprezzo il B/N. Ci sono delle situazioni nelle quali bianchi, neri e grigi possono far trasparire meglio le emozioni; anche perché il cromatismo può distrarre chi guarda. Io faccio poco B/N, ma lo penso al momento dello scatto.

Intervista per Canon Italia - Foto 7

D] Hai iniziato con l’analogico?
R] Sì, ma solo ai tempi delle foto di famiglia. Da professionista ho debuttato con le nuove tecnologie.

D] Non puoi quindi avere rimpianti per la pellicola …
R] No, assolutamente. Pensandoci su, posso dire che ai tempi del rullino forse si rifletteva di più, anche perché i costi erano diversi. C’era comunque lo sviluppo, il tempo d’attesa. Il digitale è più economico e non devi aspettare per vedere i risultati. Tutto è più pratico, immediato, veloce. Chiaro: oggi siamo tutti fotografi, perché approcciare il mestiere è molto più semplice.

Intervista per Canon Italia - Foto 8

D] Curi personalmente il ritocco?
R] Sì, faccio tutto io. Posso anche dirti che la mia post produzione è molto accurata, soprattutto per il tempo che dedico a quella fase. I file della macchina sono deboli; e poi la fotografia va personalizzata, in relazione al soggetto e all’evento. Io non consegno mai due servizi identici, questo nei termini del carattere delle foto. Gli sposi dovrebbero essere al centro delle attenzioni del fotografo, non dimentichiamolo; e io sono contento quando, di fronte al mio servizio, mi dicono che è come se li avessi conosciuti da sempre. Il giorno del matrimonio, cerco di entrare in intimità con loro: usando la discrezione, ma con efficacia.

D] Hai un flusso di lavoro particolare?
R] Quando inizio a elaborare le immagini, parto dall’istogramma; dopo decido come operare. Non procedo comunque sempre allo stesso modo. Curve, contrasto e colori sono le aree di maggior intervento.

Intervista per Canon Italia - Foto 9

D] Hai una focale preferita?
R] Il 35 mm f/1,4: ne sono innamorato. Quella lente ha sconvolto la mia fotografia, più del 24 mm e del 50 mm che pure mi piacciono molto. Col 35 mm puoi fare tutto: non distorce e allontanandoti, puoi utilizzarlo come grandangolo non estremo. La sua qualità è indiscutibile, come la luminosità del resto.

D] Su quale fotocamera monti il tuo 35 mm?
R] Su una EOS 5D Mark III; alle volte lo uso anche sulla EOS 1D Mark IV, sulla quale (per via della dimensione del sensore) diventa quasi un “normale”.

D] Possiedi altre ottiche?
R] Nella borsa metto il 70 – 200 f/2,8 II e il 24 – 70 f/2,8. Avevo il 50 mm f/1,4, ma l’ho veduto: vorrei comprare l’f 1,2.

Intervista per Canon Italia - Foto 9

D] La tua carriera inizia ad allungarsi. C’è un progetto rimasto indietro e che vorresti portare a termine?
R] La mia ambizione è quella di riuscire a diventare un riferimento del settore: il Signor Fotografo. Vorrei anche scattare il matrimonio del secolo: quello che lascia il segno. Ormai credo tu l’abbia capito: sono innamorato del genere.

Intervista per Canon Italia - Foto 10

D] Prima abbiamo parlato delle doti necessarie al fotografo di cerimonia. Dimmi adesso: quali sono le difficoltà da superare?
R] Tutto si svolge in un giorno, che si manifesta come complesso. Tu non sei l’unico professionista al lavoro e non devi intralciare quello degli altri. Ecco, sì: occorre gestire la complessità, le complicazioni. Pensa solo alla luce: in Chiesa è l’altare a essere illuminato; tutto il resto è in ombra, sposi compresi. Bisogna anche indagare, cogliendo i legami tra le persone: quelli più importanti. Per finire, occorre tenere d’occhio i tempi: soprattutto in relazione agli sposi. Quella del matrimonio è una giornata lunga e faticosa, ma che corre troppo velocemente. I due festeggiati sono sotto pressione e vanno gestiti: due gocce d’acqua scatenano le lacrime di lei; e lì un po’ di psicologia non guasta. La coppia va messa a suo agio.

Intervista per Canon Italia - Foto 11

D] Chi è la persona più importante nel matrimonio?
R] Gli sposi …

D] Avrei detto la sposa …
R] Una volta, sì. Dipende comunque dalla coppia. Certo, ne esistono ancora alcune dove è lei a vedere il matrimonio come un sogno. Recentemente ho però notato che “lui” sta diventando maggiormente pignolo: di certo è più partecipe. Non è raro, poi, ritrarre lo sposo in lacrime per la commozione. Un tempo, si trattava di una rarità.

Intervista per Canon Italia - Foto 12

D] Che tipo di sposa esce dalle tue immagini?
R] Non fisso situazioni, e nemmeno mi rivolgo a modelli già omologati (sempre che non venga richiesto, ovviamente). La mia sposa è vera, reale; se poi è femminile di suo, riesce a trasmetterlo anche in abito bianco.

D] Alcune sono molto belle, diciamolo …
R] Stupende, direi. Tutte vogliono essere belle quel giorno, com’è giusto che sia; e qui nascono le difficoltà. Noi ci guardiamo allo specchio tutti i giorni, ma il più delle volte non scorgiamo i difetti, almeno quelli non eclatanti. Il fotografo professionista deve capire e fare del suo meglio: la sposa se lo merita.

Intervista per Canon Italia - Foto 13

D] C’è, nella giornata del matrimonio, un momento imperdibile?
R] Durante la cerimonia, direi lo scambio delle fedi: lì non si può sbagliare. A livello mio personale, però, ne esistono molti di più. E’ una questione di sguardi, di occhiate, di piccoli gesti. Posso dirti che, dopo lo scambio degli anelli, la coppia quasi si rilassa, diventando addirittura più bella.

D] Poi c’è sempre l’emozione, dico male?
R] Esatto, i momenti emozionanti non vanno persi: rappresentano opportunità per raccontare una giornata davvero particolare, che poi varrà per tutta la vita.

D] Ricordi, tra le cerimonie nelle quali hai lavorato, un momento particolarmente toccante?
R] Sì, in un matrimonio si sono rincontrati padre e figlia: non si parlavano da anni. A un certo punto si sono abbracciati, piangendo. L’emozione si tagliava col coltello.

Intervista per Canon Italia - Foto 14

D] Quale attrezzatura ti porti dietro il giorno del matrimonio?
R] Treppiedi, monopiedi, pannelli riflettenti, flash. Quest’ultimo lo uso solo per effetti particolari, alle volte anche in remoto.

D] Vai da solo o con un assistente?
R] Con me, viene un secondo fotografo: non un assistente. Spesso è necessario essere in due posti differenti (vedi preparativi della coppia); e poi occorre prendersi dei margini di sicurezza. Se si blocca una scheda (è successo), come si fa? Sfortune a parte, chi mi accompagna è a sua volta un creativo, come me; mi aiuta (pannelli, flash), ma propone anche.

D] La tua offerta agli sposi come si compone? Cosa restituisci loro quando tornano dal viaggio di nozze?
R] Non tutti chiedono l’album, alcuni vogliono solo il servizio. Io restituisco loro tutti gli scatti elaborati su un DVD. Per la stampa, tradizionale o meno, si discute di volta in volta: le soluzioni sono tante.

D] Potessi farti un augurio da solo, cosa ti diresti?
R] Io spero di diventare quel fotografo che è nei miei sogni: un riferimento per la cerimonia. Non è poco, credimi.

©Canon Italia

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